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Dare in gestione a grandi aziende e a privati i beni del patrimonio artistico culturale in cambio del loro restauro e della loro manutenzione.

Nel luglio del 2013 il comune di Roma ha dato in concessione per 15 anni a Fendi il Palazzo della civiltà italiana (il cosiddetto Colosseo quadrato). Il palazzo, rimasto inutilizzato per anni, è stato concesso con il vincolo di destinazione museale aperta al pubblico del pian terreno, e Fendi ha sostenuto le spese di restauro. Questo è solo un esempio di una nuova politica che mette insieme pubblico e privato. Con la concessione, da un lato il comune permette di sfruttare beni immobiliari altrimenti inutilizzati e su cui non riesce a fare lavori di restauro o manutenzione; dall'altro il privato ottiene la possibilità di usare palazzi e immobili storici, pubblicizzando anche il proprio marchio.

Pro Questa soluzione va incontro a due esigenze molto chiare, dell’amministrazione pubblica da un lato e dei privati dall’altro. Viste le ristrettezze dei bilanci comunali, è evidente che un sindaco non può investire quanto dovrebbe nel restauro e nelle manutenzione di beni del patrimonio artistico culturale. Allo stesso tempo molte aziende private sono disposte ad investire per restaurare beni di interesse pubblico, ricevendone in cambio pubblicità o, come nel caso di Fendi a Roma, la concessione per l'utilizzo del bene. Non c'è niente di male nel collaborare coni privati: il bene rimane pubblico, riceve la dovuta manutenzione, e soprattutto viene messo a frutto invece di rimanere inutilizzato.

Contro I beni del patrimonio artistico culturale devono rimanere sotto la gestione diretta del comune. Non devono diventare dei giganteschi manifesti pubblicitari per aziende private, che hanno come unico scopo il proprio interesse commerciale. Inoltre si corre il rischio di avere un comune debole, che dovrà essere riconoscente nei confronti di un'azienda che è intervenuta nel momento del bisogno, occupandosi della manutenzione e restauro del bene. Piuttosto che darli in gestione a grosse aziende, questi beni dovrebbe essere dati in concessione a comitati cittadini.

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AZZARETTO
AZZARETTO
Molto favorevole Leggi il commento del candidato sindaco
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CAPPATO
CAPPATO
Tendenzialmente favorevole Leggi il commento del candidato sindaco
Ma senza svendere il valore immenso dello sfruttamento anche dell'immagine di quei beni, che valgono molto e appartengono ai cittadini.
CORRADO
CORRADO
Molto contrario/a
MARDEGAN
MARDEGAN
Molto favorevole Leggi il commento del candidato sindaco
utile per restituire pezzi d'arte e tradizione a tutta la società
PARISI
PARISI
Favorevole
RIZZO
RIZZO
Tendenzialmente contrario/a
SALA
SALA
Tendenzialmente favorevole Leggi il commento del candidato sindaco
Per fare in modo che le partnership tra pubblico e privato vadano a buon fine servono regole certe ed una chiara regia pubblica: una strategia di valorizzazione della città che sia ben comunicata e che sia in grado di orientare l’azione dei privati in direzioni precise.
SANTAMBROGIO
SANTAMBROGIO
Contrario/a Leggi il commento del candidato sindaco
Sì al coinvolgimento dei privati nella promozione della cultura milanese, ma non alla gestione dei patrimonio.